Chi sono.

Non sono quello che pensate io sia.

Se state cercando la biografia di un uomo, una lista di titoli e di traguardi, siete nel posto sbagliato. Questa non è una biografia. È una mappa di guerra.

Mi chiamo Pier Francesco Angelini. Dal 30 Dicembre 1969, dopo quei lughissimi minuti in cui ero stato dichiarato morto alla nascita e poi, invece, ho finalmente pianto,  il mio corpo porta i segni di ogni singola battaglia. Una disabilità al 100% che mi rende dipendente da altri per tutti gli atti più semplici della vita. Ma non confondete la dipendenza fisica con la debolezza. La mia disabilità non è mai stata una prigione. È stata la scintilla che ha incendiato la foresta.

Da quella scintilla, ho costruito.

Ho costruito una mente affilata come un bisturi.

Due lauree con lode, una in Giurisprudenza e una in Scienze Politiche, non per accumulare pergamene, ma per imparare le regole del gioco e disassemblarle a mio piacimento.

Ho costruito un corpo che obbedisce solo alla mia volontà.

Campione italiano ed europeo di bodybuilding e pugilato per disabili, non per vanità, ma per dimostrare a me stesso, ogni mattina alle 7, che il dolore è solo un’informazione e che il limite è solo un’opinione. Il mio corpo è un’armatura, e i miei 35 tatuaggi sono le storie incise su di essa.

Ho costruito una carriera.

Studi legali in tutta Italia, quattro libri a tiratura nazionale, una cattedra all’università. Non per il prestigio, ma per il campo di battaglia. Per l’arena.

Ho costruito una voce.

Dieci anni da consigliere comunale e provinciale, con un record di preferenze che mi ha insegnato tanto sul potere quanto sulla fragilità del consenso.
E poi, ho visto tutto bruciare.

Ho affrontato lo scandalo, l’infamia mediatica, l’umiliazione di dovermi difendere in un’aula dei miei tribunali. Ne sono uscito assolto, pulito, con le scuse di chi mi aveva condannato senza processo. Ma il fuoco mi ha segnato. E come ogni guerriero, le cicatrici sono diventate la mia lezione più importante: la resilienza non è resistere agli urti, è diventare più forte “dopo” essere andato in frantumi.

Ho amato, ho perso, ho costruito famiglie e le ho viste cambiare forma. Ho un figlio, Dorian Rocky, che dal 14 Aprile sarà ormai divenuto maggiorenne e che rappresenta il centro del mio universo, l’unica persona al mondo che ha il potere di disarmarmi con uno sguardo o con un roboante silenzio e che mi ha insegnato sulla forza più di qualsiasi bilanciere.

Chi sono, quindi? Sono la somma delle mie contraddizioni. Sono un avvocato che conosce la brutalità del combattimento. Sono un uomo con il corpo di un guerriero che cita a memoria le sentenze della Cassazione. Sono un esteta che si rade la testa a zero e cura ogni singolo dettaglio del proprio abbigliamento, ma che trova la vera bellezza nella disciplina più spietata. Sono un uomo educato fino all’eccesso, che sa esattamente quando e come smettere di esserlo.

Questo blog non è la celebrazione di ciò che ho fatto. È la condivisione del “come” l’ho fatto. È il tentativo di distillare una vita di battaglie in un Codice, un sistema di pensiero e di azione per chiunque si rifiuti di essere una vittima delle circostanze.

Non sono qui per essere un esempio. Sono qui per fornirvi un’arma.

Usatela.

Pier  

La mia formazione

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20240517 085213 copia
Chi sono

Non sono quello che pensate io sia.

Se state cercando la biografia di un uomo, una lista di titoli e di traguardi, siete nel posto sbagliato. Questa non è una biografia. È una mappa di guerra.

Mi chiamo Pier Francesco Angelini. Dal 30 Dicembre 1969, dopo quei lughissimi minuti in cui ero stato dichiarato morto alla nascita e poi, invece, ho finalmente pianto,  il mio corpo porta i segni di ogni singola battaglia. Una disabilità al 100% che mi rende dipendente da altri per tutti gli atti più semplici della vita. Ma non confondete la dipendenza fisica con la debolezza. La mia disabilità non è mai stata una prigione. È stata la scintilla che ha incendiato la foresta.

Da quella scintilla, ho costruito.

Ho costruito una mente affilata come un bisturi.

Due lauree con lode, una in Giurisprudenza e una in Scienze Politiche, non per accumulare pergamene, ma per imparare le regole del gioco e disassemblarle a mio piacimento.

Ho costruito un corpo che obbedisce solo alla mia volontà.

Campione italiano ed europeo di bodybuilding e pugilato per disabili, non per vanità, ma per dimostrare a me stesso, ogni mattina alle 7, che il dolore è solo un’informazione e che il limite è solo un’opinione. Il mio corpo è un’armatura, e i miei 35 tatuaggi sono le storie incise su di essa.

Ho costruito una carriera.

Studi legali in tutta Italia, quattro libri a tiratura nazionale, una cattedra all’università. Non per il prestigio, ma per il campo di battaglia. Per l’arena.

Ho costruito una voce.

Dieci anni da consigliere comunale e provinciale, con un record di preferenze che mi ha insegnato tanto sul potere quanto sulla fragilità del consenso.
E poi, ho visto tutto bruciare.

Ho costruito una voce.

Dieci anni da consigliere comunale e provinciale, con un record di preferenze che mi ha insegnato tanto sul potere quanto sulla fragilità del consenso.
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