Chi sono.

Non sono quello che pensate io sia.

Se state cercando la biografia di un uomo, una lista di titoli e di traguardi, siete nel posto sbagliato. Questa non è una biografia. È una mappa di guerra.

Mi chiamo Pier Francesco Angelini. Il 30 dicembre 1969, dopo lunghissimi minuti in cui ero stato dichiarato morto alla nascita, ho finalmente pianto. Da allora il mio corpo porta i segni di ogni singola battaglia.

Vivo con una tetraparesi spastica e con una disabilità certificata al 100%, che mi rende dipendente da altri per molti degli atti più semplici della vita. Ma non confondete la dipendenza fisica con la debolezza. La mia disabilità non è mai stata una prigione. È stata la scintilla che ha incendiato la foresta.
Da quella scintilla, ho costruito.

Ho costruito una mente affilata come un bisturi.

Due lauree con lode, una in Giurisprudenza e una in Scienze Politiche, non per accumulare pergamene, ma per imparare le regole del gioco e capire come funzionano davvero.

Ho costruito un corpo che obbedisce solo alla mia volontà.

Nel pugilato disabili ho conquistato quattro titoli europei. Nel bodybuilding ho vinto titoli italiani, europei e mondiali, oltre al Trofeo Atleta del Millennio. Non per vanità, ma per dimostrare a me stesso, ogni mattina, che il dolore non è un comando e che il limite non è il verdetto che gli altri vorrebbero scriverti addosso. Il mio corpo è un’armatura, e i miei tatuaggi sono storie incise su di essa.

Ho costruito una carriera.

Sono avvocato cassazionista e svolgo la professione forense da ventotto anni. Ho scritto quattro libri a diffusione nazionale e ho insegnato all’università per sei anni. Non per il prestigio, ma per il campo di battaglia. Per l’arena.

Ho costruito una voce.

Sono stato consigliere comunale e provinciale di Grosseto. Quegli anni mi hanno insegnato tanto sul potere quanto sulla fragilità del consenso, e soprattutto sul valore di una parola detta quando sarebbe più comodo restare in silenzio.

Ho attraversato il mondo tre volte. Non per collezionare cartoline, ma per ricordarmi che il mondo è molto più grande dell’angolo nel quale qualcuno vorrebbe rinchiuderti.

Ho amato, ho perso, ho costruito famiglie e le ho viste cambiare forma. Ho un figlio, Dorian Rocky, che rappresenta il centro del mio universo: l’unica persona al mondo che ha il potere di disarmarmi con uno sguardo o con un roboante silenzio, e che mi ha insegnato sulla forza più di qualsiasi bilanciere.

Chi sono, quindi?

Sono la somma delle mie contraddizioni. Sono un avvocato che conosce la brutalità del combattimento. Sono un uomo con il corpo di un guerriero che cita a memoria le sentenze della Cassazione. Sono un esteta che si rade la testa a zero e cura ogni dettaglio del proprio abbigliamento, ma trova la vera bellezza nella disciplina più spietata. Sono un uomo educato fino all’eccesso, che sa esattamente quando e come smettere di esserlo.

Questo blog non è la celebrazione di ciò che ho fatto. È la condivisione del come l’ho fatto. È il tentativo di distillare una vita di battaglie in un Codice: un sistema di pensiero e di azione per chiunque rifiuti di essere vittima delle circostanze.

Non sono qui per essere un esempio.

Sono qui per fornirvi un’arma.

Usatela.

— Pier  

La mia formazione

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